Storia

Con il riconoscimento dell'archivio della Fondazione Isabella Scelsi, avvenuto nel 1990 da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, iniziarono i primissimi lavori sul lascito di Giacinto Scelsi. Dopo pochi mesi partirono anche i primi tentativi di elencazione e di approccio in particolare ai nastri contenenti le improvvisazioni scelsiane, riversate su cassette DAT a scopo conservativo.

In vista poi dell’apertura al pubblico e dell’inaugurazione dell’archivio, avvenuta il 6 maggio 2009, sono partite operazioni sistematiche volte al riordinamento, schedatura e inventariazione, affinché i documenti fossero fruibili al pubblico. In questa fase la constatazione che la documentazione fosse priva di un qualsiasi ordine originale, riconducibile al proprio soggetto produttore, ha imposto di pensare e creare ex novo una struttura all’interno della quale le carte potessero essere organizzate secondo criteri di coerenza. A tal fine è stato anche progettato ad hoc un sistema informatico, il software FIShrdb, che integrasse al suo interno le caratteristiche dei database gerarchici (basati su una rappresentazione ad albero dei documenti) con quelle dei database relazionali e permettesse di gestire le tante differenti tipologie documentarie presenti in archivio e di collegare fra loro i diversi materiali attraverso un complesso sistema di authority file (chiavi di accesso per la ricerca).

Parallelamente, in collaborazione con la Discoteca di Stato (oggi Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi), prese il via, per fini conservativi e valorizzativi, un complesso lavoro di digitalizzazione degli oltre 700 nastri, progetto tuttora in corso.
L’apertura agli studiosi ha segnato una nuova e ricca fase nella vita dell’Archivio caratterizzata da un fruttuoso rapporto di costante collaborazione e scambio con l’utenza, italiana e internazionale.

Da gennaio del 2015 sono tuttora in corso le attività per la migrazione dei dati dal software FIShrdb a CollectiveAccess, piattaforma open source, totalmente personalizzabile, che permetterà nel prossimo futuro anche una uscita web dell’Archivio.


 

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