Storia

Fra gli scopi della Fondazione Isabella Scelsi vi è la “costituzione di un archivio destinato a documentare quanto si riferisce alla musica contemporanea – e in particolare all’attività del Maestro Scelsi – con la consultazione aperta agli studiosi, nonché la formazione di collezioni riguardanti strumenti musicali, documenti sonori e di qualsiasi altro genere”.
L’Archivio è quindi il principale strumento per l’effettiva conoscenza della musica e della vita di uno dei grandi protagonisti del Novecento musicale: nasce con il dichiarato intento di mettere a disposizione di una vasta utenza un patrimonio documentale e sonoro di assoluta rilevanza nell’ambito della musica contemporanea e costituisce il principale fulcro della Fondazione ed il volano delle sue attività e progetti.
A seguito del riconoscimento, avvenuto nel 1990 da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Isabella Scelsi, iniziarono i primissimi lavori sul lascito di Giacinto Scelsi. Dopo pochi mesi partirono anche i primi tentativi di elencazione e di approccio in particolare ai nastri contenenti le improvvisazioni scelsiane, riversate su cassette DAT a scopo conservativo.

In vista poi dell’apertura al pubblico e dell’inaugurazione dell’archivio, avvenuta il 6 maggio 2009, sono partite operazioni sistematiche volte al riordinamento, schedatura e inventariazione, affinché i documenti fossero fruibili al pubblico. In questa fase la constatazione che la documentazione fosse priva di un qualsiasi ordine originale, riconducibile al proprio soggetto produttore, ha imposto di pensare e creare ex novo una struttura all’interno della quale le carte potessero essere organizzate secondo criteri di coerenza. A tal fine è stato anche progettato ad hoc un sistema informatico, il software FIShrdb, che integrasse al suo interno le caratteristiche dei database gerarchici (basati su una rappresentazione ad albero dei documenti) con quelle dei database relazionali e permettesse di gestire le tante differenti tipologie documentarie presenti in archivio e di collegare fra loro i diversi materiali attraverso un complesso sistema di authority file (chiavi di accesso per la ricerca).

Parallelamente, in collaborazione con la Discoteca di Stato (oggi Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi), prese il via, per fini conservativi e valorizzativi, un complesso lavoro di digitalizzazione degli oltre 700 nastri, progetto tuttora in corso.
L’apertura agli studiosi ha segnato una nuova e ricca fase nella vita dell’Archivio caratterizzata da un fruttuoso rapporto di costante collaborazione e scambio con l’utenza, italiana e internazionale.
La documentazione, ancora oggetto di un articolato processo di riordino ed inventariazione, è suddivisa in due fondi, quello storico, tutto ciò che il compositore Giacinto Scelsi ha prodotto e conservato nel corso della sua vita, e quello della Fondazione Isabella Scelsi, ovvero tutto ciò che la Fondazione produce e raccoglie nel corso della propria attività di diffusione e valorizzazione della figura del Maestro in Italia e all’estero.

L’Archivio “Giacinto Scelsi” è a sua volta suddiviso in una sezione musicale ed una contenente i documenti privati. La prima delle due sezioni vede come fulcro le partiture delle sue composizioni (manoscritti, copie eliografiche, lucidi) e i nastri di cui si è già detto, veri e propri “schizzi” d’autore da cui prendeva via tutto un complesso processo compositivo, ma raccoglie anche un gran numero di dischi, nonché le partiture di altri autori, a volte con dediche, che il musicista raccoglieva e conservava per interesse. La sezione “Privato” consta invece di documenti personali e patrimoniali, carte familiari, fotografie, disegni, corrispondenza: documenta la straordinaria ampiezza dei contatti scelsiani con tante istituzioni e personalità italiane e straniere, scritti poetici e letterari del Maestro, programmi di concerti, brochures, locandine, recensioni e tanto altro.
L’Archivio “Fondazione Isabella Scelsi” conserva dunque documentazione - partiture a stampa, programmi di sala, libri, articoli, tesi di laurea e dottorato, CD, VHS; DVD - afferente al post mortem del compositore che testimonia quanto sia ricca e vivace l’eredità culturale e musicale del Maestro in tutto il mondo. Strumento per comprendere gli interessi e le passioni del compositore è anche il ricco fondo librario che si è debitamente conservato.

Gli estremi cronologici della documentazione dell’archivio travalicano quelli di vita del compositore e risalgono fino alla prima metà del 1800. Tra le carte familiari infatti è degno di nota un nucleo di lettere indirizzate al nonno del compositore, Ignazio Giacinto Maria Scelsi, da illustri uomini politici quali Francesco Crispi, Urbano Rattazzi, Nino Bixio, Terenzio Mamiani, etc.
Ignazio Giacinto Maria Scelsi (Collesano, 30 luglio 1825 – Roma, 6 maggio 1902), siciliano emigrato a Torino, prese parte con Crispi all'impresa dei Mille. Dopo la proclamazione del Regno fu nominato prefetto iniziando una carriera che lo vide a capo di 15 province, distinguendosi particolarmente nella repressione del brigantaggio ad Ascoli Piceno. Fu senatore del Regno dal 1890 e autore di diversi libri di natura storico-economica.
 
L’Archivio pulsa di vita: le attività di inventariazione continuano, anche perché nel 2011 e nel 2014 sono stati ritrovati inaspettatamente due importanti nuclei di documentazione che vanno ad integrarsi con quella già conosciuta.
Inoltre nel corso del 2015 due importanti acquisizioni sono andate ad arricchire il patrimonio e necessitano di essere trattate e rese fruibili: quelle dei fondi di Massimo Coen e Michiko Hirayama, storica collaboratrice e interprete dei brani di musica vocale di Scelsi.
Da gennaio del 2015 sono tuttora in corso le attività per la migrazione dei dati dal software FIShrdb a CollectiveAccess, piattaforma open source, totalmente personalizzabile, che permetterà nel prossimo futuro anche una uscita web dell’Archivio.

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