Il museo

“Vivo ora a Roma in una casa situata di fronte al Palatino e che poggia esattamente su una linea ideale di demarcazione fra Oriente e Occidente – e per chi intende – spiega la mia vita e la mia musica”. Così scriveva Giacinto Scelsi nel 1977, in una affermazione assai emblematica per la sua estetica e la sua vita.

La linea ideale ‘poggia’ su Via di San Teodoro 8, a Roma, fra il Campidoglio e il Foro Romano, dove il compositore italiano (1905-1988) venne a stabilirsi all’inizio degli anni Sessanta.

Dopo la scomparsa del Maestro nel 1988, è passato qualche anno prima che l’appartamento fosse riordinato per diventare oggi Casa Museo, luogo di visita, di incontro, di musica.

Nel soggiorno è conservato il pianoforte Bechstein, strumento dei primi del Novecento con un’accordatura detta aurea, a 432 Hz, su cui Scelsi aveva la consuetudine di improvvisare e su cui ancora oggi amici e artisti di diverse generazioni propongono serate di Hausmusik.
Il pianoforte è sormontato e attorniato da strumenti di ogni foggia, provenienti da tutto il mondo: fra questi conchiglie, campanelle, piattini, trombe tibetane, tam tam, gong, e una tastiera muta da viaggio dal sapore antico.
Accanto sono situate le due ondiole, antenati preistorici delle nostre tastiere elettroniche, acquistate da Scelsi nel 1956/’57 per poter improvvisare al di fuori e oltre i confini della scala cromatica, alla ricerca di ciò che definiva il centro del suono.
La sperimentazione sonora era agita ed indagata in modo pionieristico, con il supporto di un graveur e dei registratori Revox e Tanberg, rivenuti fra le apparecchiature conservate presso l’abitazione di Scelsi e qui esposte.
Questa strumentazione era utilizzata per fissare su nastro magnetico le proprie improvvisazioni, ad ‘afferrare quell’istante della durata’ da proiettare poi sulla pagina scritta, nelle partiture fatte realizzare da fidati collaboratori, accuratamente selezionati.

Ad arricchire il Museo vi è un dittico di Salvador Dalì, Couple aux têtes pleines de nuages  (1936), appartenuto a Scelsi e oggi di proprietà della Fondazione Isabella Scelsi, sua erede universale.
Per evidenti ragioni di sicurezza il dittico è stato ceduto in comodato al Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dove sono è conservato ed esposto. Nel Museo Casa Scelsi è esposta una riproduzione in scala naturale.

Un museo grande come un appartamento, raccolto in una dimensione privata, che è stato anche laboratorio e luogo di lavoro. Una vita interessante, la sua, rievocata nell’autobiografia Il sogno 101, in un flusso scevro da riferimenti cronologici precisi.

Développement PanPot